GenAI, la visione di Microsoft sul “copilota” alleato delle aziende

Quali sono i veri vantaggi dell’AI generativa, e come utilizzarla efficacemente? Il punto di vista di Giacomo Frizzarin, Direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia.

Non è un mistero per nessuno che il dibattito tecnologico oggi sia dominato dall’intelligenza artificiale, e in particolare dall’AI generativa. E non è un mistero che Microsoft, con i suoi investimenti in OpenAI e il lancio di Copilot, sia tra i protagonisti di questa rivoluzione. Una rivoluzione che è di natura tecnologica, ma non solo: per cogliere appieno i vantaggi della GenAI le aziende dovrebbero compiere un salto evolutivo anche in termini di competenze e mentalità. Ne abbiamo discusso con Giacomo Frizzarin, Direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia.

Il 2023 è stato sicuramente l’anno dell’AI generativa. Come state portando questa tecnologia alle Pmi italiane?

"Il 2023 è stato l’anno in cui Microsoft si è dichiarata in maniera aperta verso l’AI generativa per tutti, grazie alla partnership con OpenAI, unita al lavoro che da molti anni l’azienda porta avanti internamente. Siamo riusciti a portare questi strumenti a tutti, facendo seguito alla nostra idea di democratizzare l’accesso alle tecnologie.

Nel nostro Paese lo scorso anno abbiamo realizzato molte attività, a partire dal lancio della nuova regione cloud italiana e proseguendo con iniziative rivolte alle startup, alle imprese di ogni dimensione e alla Pubblica Amministrazione. Per le Pmi, in particolare, abbiamo lanciato la scorsa estate l’iniziativa del DigitalChamps, che ha dato un po’ il via al dibattito sull’introduzione dell’AI generativa a tutte le aziende, anche le più tradizionali. Visto il successo e l’interesse riscontrati, a fine 2023 abbiamo avviato il programma Digital Entrepreneurs all’interno dell’AI L.A.B.

Possiamo dire che l’offerta Microsoft di AI generativa rivolta alle aziende ha due componenti. La prima è Copilot: un “copilota” che, all’interno di ciascuna applicazione Microsoft, permette di dialogare con i dati in linguaggio naturale e di generare contenuti. La seconda componente sono i servizi di OpenAI disponibili su Azure, che permettono a ciascuna azienda di poter costruire il proprio copilota con garanzie di sicurezza, compliance, controllo sui dati e con la possibilità di utilizzare il data center italiano".

Che riscontri state raccogliendo per le iniziative dell’AI L.A.B.?

"Sono già oltre un centinaio le imprese coinvolte e oltre 200 i progetti avviati, che stanno rapidamente crescendo. Dagli early adopter ci arrivano dati molto promettenti: il 70% delle persone a cui è stato proposto Copilot afferma di essere più produttivo, il 68% ritiene che sia migliorata la qualità del proprio lavoro e circa il 79% sente di dedicare meno tempo ai compiti a basso valore aggiunto e noiosi. Il 60% dice di spendere meno tempo per processare le email, oltre il 70% ha velocizzato la ricerca di informazioni grazie alla possibilità di porre query in linguaggio naturale. Su Teams le persone dicono, in media, di guadagnare molto tempo e di sentirsi quattro volte più veloci nel recuperare informazioni sui meeting a cui non hanno partecipato, grazie alla funzione di riassunto delle riunioni.

Un altro riscontro che abbiamo avuto, nell'incontrare i clienti che usano l’AI generativa, è che la reazione delle figure apicali a questa tecnologia è immediatamente entusiasta: capiscono subito che può aiutarli a guadagnare tempo, da dedicare alle attività che contano davvero. Le figure aziendali intermedie, invece, hanno bisogno di essere accompagnate nell’uso del’AI generativa per la ridefinizione dei propri processi. Questo ci porta a essere ottimisti sulla capacità degli imprenditori italiani di cogliere, ancor prima dei tecnici, i vantaggi della GenAI. E sono certo che questi vantaggi creeranno un effetto moltiplicatore, un ripple effect, tale per cui l’esempio di un’azienda early adopter si ripercuoterà sulla sua filiera. Grazie a questo effetto moltiplicatore crediamo di poter raggiungere con la nostra tecnologia di GenAI entro quest’anno un migliaio di aziende in Italia".

Giacomo Frizzarin, Direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia

Giacomo Frizzarin, Direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia

Parlava della necessità di accompagnare le figure aziendali intermedie, operative, nell’uso della GenAI. Come?

"Credo che l’AI generativa sia per le aziende un'opportunità di crescere. Ma se l’atteggiamento è quello di ottenere contenuti già pronti, risparmiando tempo, dobbiamo sapere che questo è, sì, un vantaggio operativo ma non rappresenta un elemento differenziante. Le altre aziende faranno lo stesso. Bisogna capire che l’AI è un copilota, non un pilota automatico. La vera crescita la si ottiene se si capisce come porre le domande, su quali scenari ragionare, e che tipo di output si voglia ottenere dall’AI generativa. Insomma, bisogna definire una strategia di business e capire che la GenAI è una possibilità di crescita, non di appiattimento. Proprio su questi temi sono focalizzati alcuni dei corsi di formazione che stiamo organizzando con Fondazione Mondo Digitale all’interno dell’AI L.A.B. Nel corso dell’anno questa iniziativa fiorirà, con partner importanti".

A proposito di partner, quanto conta il loro coinvolgimento nell’AI L.A.B.?

"I partner sono fondamentali per portare l’AI alle imprese, per accompagnarle in un viaggio che parte dalla conoscenza di questa tecnologia, prosegue con la sperimentazione e arriva all’adozione. Ricordando che adottare la GenAI significa integrarla nei propri processi ma portare anche le persone a usarla. Inizialmente abbiamo adottato una forte cautela nell’onboarding dei primi partner coinvolti nell’AI L.A.B., ma il numero è rapidamente cresciuto. Ora, in parallelo al programma Digital Entrepreneurs, puntiamo ad allargare il numero dei partner coinvolti, arrivando anche ai piccoli reseller locali che lavorano con la piccola impresa".

Quali casi d’uso si stanno affermando nelle aziende italiane?

"L’AI generativa ha già dimostrato di essere un portatore sano di produttività e di competitività. E questo è prezioso soprattutto per le Pmi, che in Italia sono la categoria di imprese più in sofferenza per alcuni aspetti, e penso per esempio alla fatica nel reclutare nuove generazioni di professionisti. Per queste aziende l’adozione dell’AI sarà quasi obbligatoria, se non vogliono perdere terreno rispetto alla concorrenza.

L’adozione dell’AI generativa attraverso Copilot tocca trasversalmente tutti i ruoli, perché incide sulla produttività delle persone, indipendentemente dalla loro funzione nella gerarchia aziendale. C’è poi una AI generativa più specifica, che si può costruire utilizzando i servizi di OpenAI e Azure, per aziende o funzioni specifiche. Al momento i principali casi d’uso che si stanno affermando riguardano il servizio clienti, l’automazione di processo, la gestione documentale. Come dicevo, stiamo osservando che la maggiore sfida è far sì che le persone imparino a porre le domande nel modo corretto. Inoltre bisogna ripensare i processi e le professionalità in azienda, e anche per questo il ruolo dei partner è e sarà importante".

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