AI: la lotta alle truffe è anche una lotta contro il tempo

Secondo uno studio di Sas, l’83% dei membri della Association of Certified Fraud Examiners vuole adottare la GenAI entro due anni. Bisogna però recuperare un ritardo, perché il cybercrimine va veloce.

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L’intelligenza artificiale da anni viene utilizzata nella lotta alle frodi, vista la sua capacità di rilevare comportamenti anomali e incongruenze che possono essere spia di attività malevole. Inoltre è utile per automatizzare le azioni di risposta, per esempio se è necessario bloccare una carta di credito o un conto bancario per evitare tentativi di truffa in corso. I casi d’uso sono già affermati ma l’adozione non sta procedendo al ritmo che ci si aspettava.

A dirlo sono i 1.200 addetti ai lavori, membri della Association of Certified Fraud Examiners (Acfe), intervistati a fine 2023 nell’ambito nuovo report di Sas e della stessa associazione di professionisti dell’antifrode. Gli intervistati lavorano in 23 settori, e prevalentemente nei servizi bancari o finanziari e in enti governativi e di Pubblica Amministrazione (ciascuno con il 22% degli intervistati), ma anche in servizi professionali, assicurazioni, sanità, manifatturiero, Ict e istruzione.

Il report, titolato “2024 Anti-Fraud Technology Benchmarking”, è la terza edizione di uno studio avviato nel 2019 e per questo motivo consente una visione retrospettiva. Dalla prima edizione era emersa un’aspettativa di crescita del 25% dell’uso di AI e machine learning nell’antifrode entro la fine del 2023; nel 2022 la stima era stata confermata, anzi elevata leggermente al 26%.

Nonostante l’ascesa di popolarità e gli sviluppi tecnologici dell’AI generativa, a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno e mezzo, dal 2019 a oggi l’adozione dell’intelligenza artificiale (non solo GenAI) nell’antifrode è cresciuta solo del 5%. Sono cresciute, tuttavia, più della media le tecnologie di automazione robotica dei processi (Rpa, +9% tra 2019 e 2023) e quelle di analisi biometrica (+14%).

Ma a che punto siamo oggi, e quali le prospettive future? Attualmente il 18% dei membri di Acfe utilizza l’AI o il machine learning e un ulteriore 32% prevede di iniziare a usare queste tecnologie entro la fine del 2025. Biometria e automazione robotica sono già ben radicati nel più ristretto campo dei servizi bancari e finanziari, con tassi di adozione rispettivamente del 51% e del 33%. L’83% dei membri della Association of Certified Fraud Examiners vuole adottare l’AI generativa entro due anni. 

Il più ristretto impiego dell’AI negli analytics per l’antifrode è dovuto, a detta di Sas e di alcuni intervistati, a diverse complessità e ai timori di distorsioni o bias nel giudizio dei sistemi di intelligenza artificiale. “Il grande interesse per le tecniche avanzate di analytics, contrapposto a tassi di adozione molto più modesti, dimostra la complessità di scaling del ciclo di vita dell'IA e degli analytics”, ha spiegato Stu Bradley, senior vice president Risk, fraud and compliance solutions di Sas. “Inoltre, sottolinea l'importanza di scegliere il partner tecnologico più adatto. L'intelligenza artificiale e il machine learning non sono applicazioni semplici e ‘plug-and-play’. Però, i loro vantaggi possono essere realizzati più facilmente implementando soluzioni modulari per il risk management su un'unica piattaforma alimentata dall'IA. Questo è l'approccio di Sas con Sas Viya, soluzione cloud-native e aperta ad ogni linguaggio”.

Bisogna quindi essere cauti nell’adozione ma bisogna anche recuperare un ritardo, perché nel frattempo il cybercrimine va veloce. “L'accessibilità dei tool basati sull'IA generativa li rende incredibilmente pericolosi nelle mani sbagliate”, ha commentato il presidente di Acfe, John Gill. “Tre organizzazioni su cinque prevedono di aumentare il budget per le tecnologie antifrode nei prossimi due anni. Il modo in cui investiranno questi fondi determinerà chi avrà la meglio in quella che è diventata una corsa agli equipaggiamenti tecnologici contro le imprese criminali. È una battaglia in salita se si considera che, a differenza dei truffatori, le organizzazioni devono affrontare l'ulteriore sfida di dover utilizzare queste tecnologie in modo etico”.

https://www.ictbusiness.it/news/ai-la-lotta-alle-truffe-e-anche-una-lotta-contro-il-tempo.

COMMENTO: l’approccio deve essere OLISTICO.  Tenere presente tutti i fattori in gioco e non fare solo il proprio compitino più o meno bene. Teniamo presente che molte organizzazioni criminali si basano sulle criptovalute per nascondere e incrementare i propri guadagni. BENE. XEROMER SRL ha un Progetto di valuta digitale REAL CBDC che rispetta i canoni CBDC delle Banche Centrali e ha costi energetici ZERO. Adottiamolo in tutto il Mondo. Assolutamente blindato agli Hacker. Poi ragioniamo anche di cybersecurity e della Nostra CRITTOGRAFIA sicura anche nei prossimi millenni.